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XLI Stagione Teatrale 2013/2014

Antigone
CTB Teatro Stabile di Brescia / Le belle bandiere
Domenica 02 febbraio 2014
Ore 20.45

da Sofocle
regia di Elena Bucci
con la collaborazione di Marco Sgrosso
progetto ed elaborazione drammaturgica di Elena Bucci e Marco Sgrosso
con Elena Bucci (Antigone),
Marco Sgrosso (Creonte),
Daniela Alfonso (Corifeo),
Maurizio Cardillo (Tiresia/Corifeo),
Nicoletta Fabbri (Ismene/Coreuta),
Filippo Pagotto (Emone/Coreuta),
Gabriele Paolocà (Guardia/Coreuta)

Sulla scia dell'esperienza del concerto a due sul mito di Antigone e ispirati dalla sua rifrazione di punti di vista, siamo arrivati a questo progetto, allargato agli attori della compagnia.

Il nucleo primario della grande tragedia di Sofocle oppone la ragione del cuore di Antigone alla ragione di stato di Creonte, figure potenti pur nella loro umana vulnerabilità.
Attorno a questo nucleo centrale, come in un caleidoscopio di nette rifrazioni, si generano a catena tutti gli altri contrasti: l'opposizione delle sorelle che apre la tragedia, Antigone votata alla morte e Ismene custode di vita, quella politica e generazionale tra Creonte padre-tiranno ed Emone figlio-ribelle, e quella etica e religiosa tra Creonte, invasato fino alla cecità nella difesa di un'idea di governo che dietro la pretesa di sanità nasconde la tirannia e il profeta Tiresia, maestro di visioni limpide e terribili pur nelle ombre dei suoi occhi senza vista.

Una questione primaria che ci siamo posti nell'affrontare il lavoro è stata la relazione tra movimento e danza, suono cantato e parlato, maschera e volto.
Gli attori scivolano da un piano all'altro, da uno stile all'altro, in un'idea di drammaturgia non soltanto 'testuale' ma anche musicale e coreografica, per riscoprire nella storia di Antigone tutta la freschezza dei molti linguaggi che abbiamo a disposizione e la potenza di un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di pronunciare il no.
In uno spazio severo ed impietoso verso le imprecisioni come il rigido ideale di buon governo di Creonte, il Coro - testimone e giudice - si muove come un corpo di ballo al ritmo di una tessitura sonora che avvolge anche il pubblico.
Elena Bucci e Marco Sgrosso




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